Locazione: la tardiva registrazione sana ex tunc la nullità del contratto

Ormai è chiaro che la registrazione del contratto di locazione ha una significativa rilevanza anche sul piano sostanziale, inerendo alla validità del contratto ed alla giustiziabilità delle obbligazioni da esso scaturenti.
Il punto rilevante è tuttavia quello dell’epoca dell’incombente e degli effetti della registrazione fuori termine.
La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza del 6 settembre scorso, n. 20858, è stata investita della questione di un contratto di locazione registrato qualche anno dopo la sua stipula e, addirittura, dopo l’avvio del giudizio.
I giudici di piazza Cavour hanno ritenuto che la mancata registrazione del contratto di certo determina una nullità per violazione di norme imperative, la quale, tuttavia, in ragione della sua atipicità desumibile dal complessivo impianto normativo in materia, risulta sanata con effetti “ex tunc” dalla tardiva registrazione del contratto stesso.
L’effetto sanante si ritiene implicitamente ammesso dalla normativa tributaria, in quanto lineare con l’esigenza di contrastare l’evasione fiscale e di mantenere stabili gli effetti negoziali voluti dalle parti.
La registrazione tardiva non solo ha salvato il contratto, ma ha pure reso esigibili i canoni pattiziamente concordati sin dall’originaria stipulazione.