Non è perentorio il termine per l’avvio del procedimento di mediazione

Come è noto, la vigente disciplina prevede che in tema di mediazione delegata, ovvero in caso di mediazione obbligatoria differita rispetto all’avvio del giudizio, le parti debbano avviare il procedimento entro il termine di 15 giorni.
Nulla quaestio se alcuna delle parti non si attiva, essendo palese che il Giudice dichiarerà l’improcedibilità del giudizio.
Ma che accade se la mediazione viene comunque svolta, pur essendo promossa oltre il termine indicato dalla norma?
Sappiamo che la questione ha un rilievo pratico.
A volte 15 giorni possono essere molto pochi per un adempimento magari non complesso, ma che richiede il coinvolgimento delle parti.
Sul punto è intervenuta recentemente la Corte di Appello di Milano che, con una pronuncia del 24.5.2017, ha affermato che il termine per l’avvio del procedimento di mediazione non ha natura perentoria e che la ritardata presentazione dell’istanza, una volta esperita la mediazione con esito negativo, non comporta l’improcedibilità del giudizio e tantomeno determina effetti decadenziali per l’opposizione al decreto ingiuntivo.
La corte di Appello di Milano ha dunque aderito all’orientamento già affermato da alcuni tribunali italiani (Napoli Nord 14 marzo 2016; Firenze 9 giugno 2015) ritenendo che il termine per proporre la domanda di mediazione “non è un termine processuale“, per cui la mancata osservanza di un termine previsto per una procedura alternativa al rito ordinario non può avere riflessi all’interno del processo.