PCT nel giudizio di cassazione: necessaria conformità all’originale del provvedimento estratto dal fascicolo e non alla copia notificata telematicamente

Posta la parola fine ai dubbi sussistenti circa l’attestazione di conformità da parte dell’avvocato del provvedimento impugnato: con la pronuncia n. 26520 depositata in data 9 novembre 2017 , la Corte di Cassazione ha chiarito che se non è disponibile la copia con attestazione di conformità rilasciata dalla cancelleria, il difensore del ricorrente deve estrarre una copia analogica dal digitale originale della sentenza che si trova nel fascicolo informatico e, quindi, attestare la conformità dell’una all’altro mediante sottoscrizione autografa.
In pratica, l’avvocato, al quale è stato notificato il provvedimento che intende impugnare, dovrà certificare la conformità all’originale del provvedimento che sia stato estratto dal fascicolo telematico e non la conformità al provvedimento notificato telematicamente.
Tale principio prende le mosse da un ricorso straordinario ex art. 111 Costituzione, da parte di quattro esecutati che lamentavano l’accoglimento solo parziale della loro opposizione agli atti esecutivi. Nel ricorso, il difensore aveva depositato in cancelleria solo la copia della sentenza che la controparte gli aveva notificato. Tale mancata allegazione ha reso il ricorso improcedibile.