Esecuzioni immobiliari: le linee guida del CSM in materia di buone prassi

Il Consiglio Superiore della Magistratura, con delibera del 12 ottobre 2017, ha approvato all’unanimità le linee guida da adottare nel campo delle esecuzioni immobiliari al fine di velocizzare i procedimenti giudiziari ed assicurare la tutela sia dei creditori che dei debitori. Si tratta di linee guida messe a punto dalla Settima Commissione, presieduta da Claudio Galoppi, contenenti tutte le buone prassi già adottate e sperimentate nell’ambito di “realtà giudiziarie complesse” e che possono essere diffuse su tutto il territorio nazionale.
L’attenzione si è focalizzata su diversi settori di intervento: tutela del debitore, gestione telematica del ruolo e controllo dei dati, udienza ex art. 569 c.p.c., nomina e attività del perito e del custode, rotazione degli ausiliari del giudice, ordinanza di delega delle operazioni di vendita, ordine di liberazione, decreti di trasferimento, riparto, eliminazione dei depositi giudiziari. Per ciascuno dei profili interessati, la delibera detta delle linee guida volte a fornire al giudice ed alle parti taluni strumenti per una migliore gestione delle procedure, sotto il profilo delle informazioni alle parti, dell’organizzazione delle attività del giudice e dei suoi ausiliari e dei provvedimenti da emettere.
Nel corpo della relazione, nel paragrafo intitolato “tutela del debitore”, è stata posta l’attenzione anche sull’espropriazione di beni indivisi, forma espropriativa in cui oggetto dell’azione esecutiva è la quota del debitore su di un bene in comunione con altri soggetti.
Al debitore “dovrà essergli chiarito che, nel caso in cui il pignoramento riguardi solo una quota del bene, ciò non fermerà la procedura, perché potrà essere venduto l’intero; che gli altri comproprietari potranno però rendersi acquirenti della quota, evitando così il giudizio di divisione“.
Di poi nell’allegato 1) a dette linee guida, che pur riguarda la tutela del debitore, si nota un paragrafo finale intitolato “Avvertenze per i comproprietari” e che recita: “I creditori hanno chiesto di vendere la parte dell’immobile di proprietà del debitore, allo scopo di pagare, con il ricavato, i www.eclegal.it Page 1/3 Edizione di martedì 9 gennaio 2018 debiti. Anche se voi comproprietari non siete debitori, il Tribunale può vendere tutto l’immobile (e quindi anche la vostra quota). Se siete in grado di acquistare la quota del debitore, fatelo presente al giudice o al custode. In tal caso, si potrà procedere allo scioglimento della comunione con un processo di divisione che si svolge dinanzi allo stesso giudice dell’esecuzione; la somma versata per l’acquisto della quota si sostituirà alla quota pignorata ed il bene verrà attribuito per intero ad uno o più dei comproprietari, diversi dal debitore, che ne abbiano fatto richiesta e pagato la quota. L’altra soluzione per evitare la vendita è che raggiungiate un accordo con i creditori pagando i debiti per conto dell’esecutato“.