Sicurezza sul lavoro: possibile l’assoluzione per la particolare tenuità del fatto

Un imprenditore edile viene imputato per violazione dell’art. 111, comma 1, lett. c), in relazione all’art. 159, comma 1, lett. c), D.lgs. 81/2008, che punisce le violazioni da parte del datore di lavoro della disciplina inerente agli obblighi nell’uso di attrezzature per lavori in quota. Nel caso di specie, in particolare, l’imprenditore viene accusato di non avere esteso adeguatamente, al fine di prevenire il rischio di caduta dall’alto, il ponteggio installato su un edificio a due piani per effettuare lavori di ristrutturazione del tetto.

Il giudice di prime cure assolve l’imputato sostenendo che la condotta non era connotata da particolare pericolosità o riprovevolezza, ma che le modalità dell’azione potevano essere definite ingenue e basilari, al limite del grossolano, certamente non di elevato potenziale offensivo e sicuramente tenui. Si era trattato di un’omissione di minimo rilievo, dovuta a verosimile leggerezza ed insuscettibile di arrecare un concreto pregiudizio alla collettività.

Il pubblico ministero propone ricorso per cassazione rilevando che all’imputato era contestata una contravvenzione ascrivibile alla categoria dei reati di pericolo presunto o astratto, sicché per la sua consumazione era del tutto irrilevante che in concreto si fosse verificato un evento lesivo o fosse stata effettivamente messa a repentaglio la vita dei lavoratori. Per valutare la modalità della condotta del reato il Giudice avrebbe dovuto ricercare elementi di fatto del tutto diversi, e cioè che a) il rischio della caduta dall’alto era bassissimo, b) che la parte di ponteggio non montato era esigua, c) che i lavori senza ponteggio erano durati pochissimo.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 23.2.2018, n. 8854, accoglie il ricorso del pubblico ministero ribadendo, tuttavia, che l’art. 131 bis c.p., come affermato nella sentenza della Cassazione penale a sezioni unite del 25 febbraio 2016, n. 13681, nei limiti della cornice edittale (cinque anni di pena) di operatività dell’istituto della tenuità del fatto, si può applicare a tutti i reati e, quindi, anche a quelli di pericolo astratto o presunto. Nel caso di specie, tuttavia, essendo quello contestato un reato di pericolo, il Giudice di primo grado avrebbe dovuto effettuare una valutazione ex ante del pericolo, accertando, ad esempio, che il rischio di caduta dall’alto era bassissimo, che la parte di ponteggio non montata era esigua e che i lavori senza ponteggio erano durati pochissimo.