Codice della strada e tasso alcolemico: se eseguiti con finalità curativa, utilizzabili i risultati del pronto soccorso senza avviso della possibile assistenza legale

Un automobilista di Marsala causava un sinistro stradale e, in conseguenza delle lesioni subite nell’incidente, veniva portato al Pronto Soccorso, dove i medici, a seguito di esame, riscontravano un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.
Nel processo successivamente instauratosi in suo danno, il Tribunale di Marsala assolveva l’imputato, ritenendo inutilizzabile l’esame del tasso alcolemico effettuato presso l’ospedale, dove non era stato dato l’avviso all’imputato della possibilità di farsi assistere da un difensore ai sensi dell’art. 114 disp. att. del codice di procedura penale.
La decisione veniva impugnata con ricorso per Cassazione dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo, il quale evidenziava che l’esame alcolemico non era stato effettuato nell’immediatezza dei fatti dalla Polizia Giudiziaria con l’etilometro, ma dai medici del Pronto Soccorso. Di conseguenza, ai sensi dell’art. 186, comma 5, D.lgs. 285/1992, il conducente, quando coinvolto in un sinistro stradale e ricoverato, può essere sottoposto a prelievi ematici su richiesta della polizia stradale e gli accertamenti sono pienamente utilizzabili ai fini decisori, senza che debba essere dato l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore.
Sul punto è opportuno precisare che la giurisprudenza di legittimità si è più volte espressa sottolineando che nel caso in cui la polizia giudiziaria proceda ai sensi dell’art. 186, comma 5, del D.lgs. 285/1992, sussiste l’obbligo di dare l’avviso di cui all’art. 114, disp. att. cpp, allorché il conducente sia già indiziato di reato nel momento in cui la polizia giudiziaria ha inviato al medico la richiesta di procedere agli esami clinici per la verifica del tasso alcolemico e se l’accertamento non venga espletato ai fini di cura della persona, ma sia eccentrico rispetto alle finalità terapeutiche del caso concreto ed unicamente finalizzato alla ricerca della prova della colpevolezza del soggetto indiziato.
L’obbligo del previo avviso al difensore, invece, non sussiste quando l’accertamento venga compiuto autonomamente dai medici in esecuzione dei normali protocolli medici attivati in assenza di indizi di reità a carico di un soggetto coinvolto in un incidente stradale e ricoverato in una struttura ospedaliera.
Nel caso di specie, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12638 del 19.3.2018, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato gli atti al Tribunale di Marsala affinché verifichi se l’esame alcolemico sia stato effettuato dai sanitari con finalità curativa o se invece sia stato eseguito su richiesta della polizia giudiziaria con finalità investigativa tale da imporre l’avviso ex art. 114 disp. att. del codice di procedura penale.