Esame avvocato: il candidato che si fa “aiutare”, anche se bocciato, concorre come estraneo nel reato di tentato abuso di ufficio

Un aspirante avvocato è accusato, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, di concorso quale extraneus alle condotte di tentato abuso di ufficio rispettivamente poste in essere da pubblici ufficiali, che avevano posto in essere e atti inidonei, diretti in modo non equivoco, a procurare all’aspirante avvocato un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente nel superamento dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato.
Le condotte abusive dei pubblici ufficiali erano finalizzate sinergicamente a consentire all’imputato, nell’espletamento delle prove scritte dell’esame all’abilitazione alla professione di avvocato, di presentare come proprio un elaborato che invece era opera di altri.
In particolare, l’imputato, avvalendosi dei consigli di un cancelliere addetto alla vigilanza per l’espletamento delle prove scritte per l’esame di abilitazione all’avvocatura aveva da questi ricevuto un elaborato tratto da siti internet in cui, nella immediatezza della pubblicazione, era commentata la traccia, preparato dai pubblici ufficiali.
In sede di impugnazione della pronuncia di condanna della Corte di Appello, l’imputato contestava l’utilizzabilità delle intercettazioni delle telefonate intercorse tra lui e il cancelliere perché utilizzate come prova in procedimento diverso da quello per cui erano state disposte al quale egli era completamente estraneo.
La corte di legittimità, con la pronuncia 10567 dell’8.3.2018 conferma l’assunto secondo cui concorre come “estraneo” nel reato di tentato abuso di ufficio l’aspirante legale che si fa passare le tracce scritte per l’esame di abilitazione professionale, grazie all’aiuto di pubblici ufficiali precisando che il reato non viene meno se l’obiettivo viene mancato, non per desistenza volontaria, ma perché il candidato viene bocciato.
Inoltre, i giudici di piazza Cavour precisano che le intercettazioni legittimamente autorizzate sono utilizzabili se da queste emergono elementi di prove relativi da un reato totalmente svincolati da quello per il quale era stato dato il via libera.